Sei in procinto di cambiare o integrare il tuo impianto elettrico ma non sai i lavori da prevedere… bisogna preventivare una serie di interventi. Ecco un decalogo che permette di fare le scelte giuste e di tutelarsi, perché la sicurezza domestica è anche una responsabilità.

  1. Cerca di capire come abiterai la casa: avere un’idea dell’arredamento, del numero e della posizione di apparecchi (quali elettrodomestici, dispositivi tecnologici, computer) è fondamentale per una corretta distribuzione dei punti presa. La norma sugli impianti elettrici a uso domestico prevede per ognuno dei tre livelli di impianto un numero minimo di punti presa, luce e circuiti, secondo gli ambienti della casa, al fine di garantirne la più completa funzionalità.
  2. Predisponi l’impianto così poi risparmi: una volta installato, l’impianto elettrico è parte integrante della casa ed è difficile aggiungere nuove funzioni senza intervenire sulla sua struttura. Una soluzione è scegliere subito un impianto domotico di base (che, come vedremo, si caratterizza per il costo contenuto e l’estrema flessibilità), e predisporre con semplici tubi le funzioni che in futuro potranno servire: la motorizzazione dei serramenti per esempio richiede che un tubo arrivi al montante, quindi va previsto.
  3. Chiedi al costruttore la documentazione sull’impianto della casa nuova: prima di acquistare un’abitazione appena costruita, bisogna farsi mostrare la “Dichiarazione di conformità” dell’impianto (che deve indicare il livello implementato) e che attesta l’essere a norma di questo. Anche se non è più obbligatorio allegare la certificazione al rogito, l’attestazione di conformità degli impianti domestici è indispensabile per ottenere il certificato di abitabilità/agibilità della casa.
  4. Non improvvisarti elettricista, rivolgiti a installatori certificati: un addetto ai lavori qualificato si assume infatti la responsabilità di installare un impianto conforme alla legge, rilasciando al termine dei lavori la “Dichiarazione di conformità”, in cui è obbligato a riportare il livello prestazionale realizzato. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti domestici dovuti a un’installazione “fai-da-te” errata o al malfunzionamento dell’impianto, garantendo invece l’incolumità di chi vive in casa.
  5. Scegli solo materiale con marchio CE: attesta la conformità dei prodotti alle disposizioni di legge. La responsabilità di questa dichiarazione è del costruttore, indicato obbligatoriamente sulla confezione.
  6. Verifica che il tuo impianto sia a norma: se non si rispetta la normativa vigente (ricordiamo che è la norma Cei 64-8 a regolamentare gli impianti elettrici domestici) si aumentano le probabilità di dispersione elettrica, di scosse, cortocircuiti se non addirittura incendi. Per evitare inutili rischi – che possono essere davvero gravi – è importante rivolgersi a un esperto per far verificare il centralino e valutare quali elementi inderogabili mancano: salvavita, messa a terra, protezioni contro fenomeni di sovracorrente.
  7. L’mpianto ha più di 15 anni? È da rifare: nel caso in cui, dopo la perizia dell’esperto, nell’impianto si riscontrino difformità rispetto alla norma, è obbligatorio provvedere alla sua messa in regola, nel minor tempo possibile e rivolgendosi sempre a professionisti certificati. Se poi l’impianto risulta obsoleto (ovvero è più vecchio di 15 anni) o comunque non totalmente sicuro, occorre realizzarne uno nuovo, sulla base delle indicazioni di legge.
  8. Sicuro, ma anche funzionale: la norma Cei 64-8 va oltre gli aspetti che riguardano strettamente la sicurezza impiantistica. Rispetto alle versioni precedenti, in quella recente sono introdotti anche i requisiti minimi prestazionali e funzionali. Per ricevere la “Dichiarazione di conformità”, l’impianto elettrico deve soddisfare quindi tutte le prescrizioni che questa norma impone.
  9. Bisogna far eseguire i controlli da un esperto almeno ogni 5 anni: un accorgimento che si può mettere in atto da soli però è controllare periodicamente l’interruttore differenziale, premendo il tasto T. Se questo scatta e la corrente si interrompe significa che funziona; altrimenti occorre sostituirlo perché l’impianto non è protetto.
  10. Ristruttura e adegua, i costi si detraggono: La riparazione e la messa a norma degli impianti insicuri gode dello sgravio fiscale del 50%. Ciò significa che è possibile detrarre dall’Irpef le spese sostenute per tali interventi in singole unità abitative e negli spazi comuni condominiali.

Per disporre di un impianto elettrico conforme alla legge bisogna rivolgersi a installatori specializzati e certificati. Contattaci per un preventivo personalizzato!

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